Skip to main content

Noi maestri

Caro, vecchio Maestro - Enzo Spaltro

Enzo Spaltro è considerato il pioniere della medicina del lavoro in Italia. Ha collaborato con più di duecento prestigiose imprese italiane, fra le quali Barilla, Ferrero, Italsider, Alitalia ed Eni. Nel video ci racconta dei suoi maestri: Enrico Mattei e Agostino Gemelli, quest’ultimo rettore dell’Università Cattolica di Milano, dal quale ha preso il nome anche il famoso ospedale romano. Spaltro è stato maestro anche di due formatori dell’Associazione Educatori Rinascimente: Settimo Catalano e Aladino Tognon (Presidente dell’A.E.R). Dal suo insegnamento sono maturate molte delle idee di didattica che Rinascimente cerca oggi di promuovere nel contesto scolastico italiano. Nell’Era delle connessioni (relazioni, ovvero rapporti tra persone; associazioni, ovvero rapporti tra idee; poteri, ovvero rapporti tra le situazioni), come la definisce Spaltro, è necessario – se vogliamo avere ragazzi più collaborativi, disinteressati e amichevoli – far studiare loro la musica, in quanto questa conferisce più unità nei rapporti tra persone, e la psicologia poiché insegna ai ragazzi a non aver paura nelle emozioni. L’insegnante dovrebbe saper sognare e scommettere sull’allievo, perchè chi boccia i propri studenti boccia in qualche modo se stesso. Compito del docente è dunque far emergere il meglio dai propri alunni. Il sistema scolastico non dovrebbe essere puntivio, al contrario andrebbero incentivati i premi. La maniera migliore per avere successo è far avere successo agli altri, occorre far bene per gli altri in modo che gli altri possano far bene per noi stessi, e l’autostima di tutti ne uscirebbe in qualche modo migliorata. L’autostima in questo senso è molto importante in quanto apre la strada alla possibilità che alcune aspettative vengano realizzate.

Caro, vecchio Maestro - Bruno Vezzani

Bruno Vezzani è stato docente di “Teoria e tecniche della dinamica di gruppo” presso la Facoltà di Psicologia dell’Università di Padova, dal 1970 si occupa di gruppi. Ha realizzato interventi di formazione e di sensibilizzazione al rapporto interpersonale e di gruppo in organizzazioni di lavoro e in istituzioni educative e sanitarie. In particolare Vezzani si è concentrato sul concetto di “relazione educativa” e lo ha fatto in uno dei suoi testi più conosciuti, cercando di indagare quali significati l’espressione ha assunto negli ultimi anni in campo pedagogico ed educativo.

Oggi, dice Vezzani nel video, abbiamo bisogno del “disordine” che ci circonda per scoprire nuove aperture. La scuola non può essere vista come un ritorno a situazioni “rinascimentali”, intese in maniera rigida, al contrario tutto questo va tenuto presente ma deve essere pensato come qualcosa di mobile, adattabile, flessibile che consente la creazione di ponti tra spontaneità, creatività ed emotività. In altre parole tutto ciò che è proprio dell’individuo deve essere necessariamente legato al mondo della corporeità. E’ grazie al corpo che gli apprendimenti vengono interiorizzati e appresi. Un conto è il significato di un termine, di un concetto, di una frase o di un comportamento, un altro è il senso che gli viene conferito. A scuola è necessario far parlare la persona, tutto ciò che una persona è, dipende dalla sua interazione con gli altri. Non esiste un’identità solida: oscilliamo costantemente tra singolarità e universalità, mediante il rapporto e la relazione con chi ci circonda. Il rapporto con l’altro corrisponde all’incontro con l’ignoto, con il diverso, con lo straniero. “Incontrarsi” significa esplorarsi reciprocamente. Oggi c’è una necessità sempre più urgente di abitare quella distanza che si frappone tra me e l’altro.