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Didattica del territorio

Emilio Padoa-Schioppa - Il mondo dell'Antropocene: dati e sfide educative - 4^ incontro

La realtà dell’Antropocene è oramai scientificamente acclarata. L’obbiettivo dell’incontro è quello di presentare questa nuova epoca geologica, gli aspetti scientifici e sociali ad essa collegati e aprire una riflessione sulle sfide educative e didattiche che pone.
Il prof. Padoa- Schioppa insegna Ecologia presso l’Università di Milano-Bicocca ed è autore del recente libro “Antropocene. Una nuova epoca per la Terra, una sfida per l’umanità” edito dal Mulino.

Il Latte per Expo 2015 - Maria Paola Salomoni

All’IC di Delebio (SO) è stato fatto il progetto “Mondo Latte: una storia da ri-vivere” in occasione di Expo 2015. L’esperienza ci viene raccontata direttamente dalla Dirigente Scolastica, Maria Paola Salomoni, e dai bambini e bambine dell’Istituto. Nella scuola dell’Infanzia gli alunni hanno lavorato, attraverso il latte, alla scoperta dei 5 sensi, mentre nella Primaria è stato fatto un percorso per scoprire i modi di vivere di popolazioni vicine che considerano il latte come una delle più importanti risorse naturali, attraverso cui produrre altri alimenti come, ad esempio, il formaggio. Altre classi hanno invece affrontato l’argomento coinvolgendo materie come le scienze: in particolare è stato studiato l’apparato digerente. E’ evidente come uno stesso argomento possa essere affrontato sotto moltissimi punti di vista, attraverso un approccio interdisciplinare.

La Rinnovata Pizzigoni - Silvia Sanna

La scuola Rinnovata Pizzigoni inizialmente si rivolgeva ai figli di operai che vivevano in periferia per dare a questi bambini la possibilità di svolgere attività che altrimenti non avrebbero potuto fare. Nel corso del tempo il metodo Pizzigoni è stato particolarmente apprezzato e sono nate diverse scuole in tutta Italia, dando così luogo a una trasformazione della propria utenza. Oggi la Scuola Rinnovata è tornata ad accogliere bambini che abitano zone periferiche, sono bambine e bambini stranieri o provenienti da contesti sociali svantaggiati. La scuola è stata progettata dalla stessa Pizzigoni affinchè fosse funzionale a una didattica laboratoriale. La ricerca del “bello”, inoltre, è sempre stata una delle sue prerogative, perché apprendere e imparare in un luogo esteticamente piacevole fa la differenza. Nulla è stato lasciato al caso, chi esce da questa scuola ha la capacità di fare propria l’esperienza nel senso più lato del termine.

Una scuola di frontiera - Paolo Battimiello

L’Istituto Comprensivo “Virgilio 4” del quartiere di Scampia (Napoli), situato proprio di fronte alle famigerate “Vele”, è costituito da tre diversi ordini di scuola: Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado. Da questi edifici ormai divenuti icona del degrado e dell’illegalità, proviene la quasi totalità degli alunni. Come ci racconta il Dirigente Scolastico, Paolo Battimiello, gli insegnanti dell’IC si trovano quindi a operare in un contesto sociale e culturale particolarmente difficile: micro e macro criminalità, disagio economico e socio-culturale, malavita organizzata, tossicodipendenza, illegalità diffusa, carenze istituzionali, aggregative e occupazionali, sono tutti fattori che determinano un forte assenteismo e una frequente dispersione scolastica. L’istituzione scolastica riveste dunque un ruolo centrale: essa deve porsi come la prima e principale occasione di rivendicazione e riscatto sociale, come un punto di riferimento culturale per l’intero territorio. La scuola è come un treno in corsa sul quale ciascun bambino deve salire, non per scappare in un’altra città o in un altro paese, ma per divenire un cittadino onesto e consapevole dei propri diritti e doveri, capace di essere egli stesso il principale artefice del proprio destino, oltre che un esempio per tutti gli altri.

Per questi motivi l’Istituto, riallacciandosi a quanto scritto anche nelle Indicazioni Nazionali, si pone tra i suoi principali obiettivi, quello di attuare tutte quelle azioni e strategie necessarie a combattere la dispersione scolastica, terreno fertile per future situazioni d’illegalità e difficoltà di vario genere. In quest’ottica Rinascimente costituisce una grande occasione che la scuola ha per guardare dentro sé stessa e per guardare le sue infinite potenzialità in termini di cambiamento e crescita sociale del nostro paese.

Lettura Del Territorio e memoria - Pancrazio Toscano

Pancrazio Toscano, ex sindaco di Tricarico, ex Dirigente Scolastico ed ex maestro elementare. Pancrazio parla di mestiere di maestro consapevolmente, perché “l’insegnare presuppone l’uso di tutto ciò che è collegato a quel termine – la bottega, la manualità – per far ridiventare reali i discorsi sull’attivismo e dintorni buttati via, troppo frettolosamente, prima di una seria riflessione su di essi. Per dintorni, intende, soprattutto, il cosiddetto Tempo Pieno, il tipo di organizzazione scolastica nel cui ambito è possibile realizzare le esperienze didattiche più significative”.

Pancrazio ha una visione specifica della scuola, secondo la quale l’esperienza prima e fondamentale deve essere legata al proprio territorio. Parla a questo proposito di “cultura del territorio” perchè “l’interpretazione didattica dell’aderenza all’ambiente significa solo rendere concreta la possibilità che il bambino consegua il suo massimo possibile, attraverso la valorizzazione del suo contesto di vita. Ciò presuppone, sicuramente, l’approfondita conoscenza del DNA ambientale che può costituire – ad un tempo – la premessa al progetto educativo per ogni singolo bambino e la chiave di interpretazione del suo personale approccio alla conoscenza”. Quale città potrebbe esplicitare tutto questo concetto meglio di Matera? Ecco allora che nel video si racconta l’esperienza delle piccole guide del parco fatta dalla classe IB dell’IC “Padre Minozzi” che con il progetto “L’acqua fa scuola” ha avuto un finanziamento di 5,000 Euro, in quanto primi classificati al Bando della Fondazione E. Amiotti “Dal Sogno al progetto per la mia città”.

Intervista Accordo Indire - Fondazione Amiotti

Sulla scia delle molteplici collaborazioni nazionali ed internazionali guidate da Indire, che hanno contribuito allo sviluppo di una rete di contatti, scambi, flussi di informazioni ed esperienze fra scuole, studenti, aziende, università ed istituzioni di tutti i Paesi, è stato sottoscritto nei giorni scorsi un nuovo accordo di collaborazione tra Indire e Fondazione Enrica Amiotti.

La Fondazione Amiotti a Matera - un sogno che continua a farsi progetto

La bellezza che salva: musica, arte, sport e natura dei territori per la ricchezza educativa, l’inclusione, la salute e la cittadinanza attiva. Progetto in risposta al Bando “Adolescenza” dell’impresa sociale Con I Bambini contro la povertà educativa dei giovani adolescenti.

PMI e Orto Didattico - Francesco Tattoli

L’IC Ciresola è situato nella Zona 2 della città di Milano, una zona “ad alta densità abitativa” e “strutturalmente multiculturale”. Lo stimolo per l’avvio del laboratorio di orto didattico è venuto dal Comune di Milano ed è stato sin da subito sostenuto dalla dirigente, che ha consentito l’utilizzo di una parte del giardino scolastico per l’avvio dell’orto. Il maestro Francesco Tattoli ci racconta il valore aggiunto dato dalla metodologia del PMI-NIC (Project Management Institute – Northern Italy Chapter) a questo laboratorio. Tramite i 7 passi proposti da tale strumento, i bambini e le bambine hanno inizialmente espresso, in maniera libera, i loro pensieri relativamente alla parola orto per poi costruire insieme la carta di identità dell’orto stesso. A partire da mappe concettuali, hanno quindi organizzato il lavoro, definendo i nome e le azioni relative all’orto e, infine, hanno predisposto un calendario delle attività previste per la sua cura. Tali azioni erano regolate e verificate attraverso un “semaforo”.

Questo laboratorio oltre a legarsi con la didattica dell’italiano e delle scienze, ha visto collegamenti col campo dell’informatica e con quello dell’arte, dimostrandosi fortemente interdisciplinare e capace di valorizzare le molteplici competenze dei bambini.

Una piccola scuola di collina - Roberta Farinelli

La maestra Roberta Farinelli della piccola scuola di collina di “San Martino” in Trignano, appartenente all’IC di Spoleto 1, ci racconta un tipo di didattica laboratoriale e innovativa, perlopiù a costo zero. Ne sono un esempio il laboratorio sulle dinamiche di gruppo e la gestione della rabbia, chiamato “Coping Power Program”, oppure quello del teatro o, ancora, il laboratorio di matematica e geometria fatte attraverso il corpo.

La didattica laboratoriale è un forte strumento di inclusione, perché non lascia indietro nessuno. Ogni alunno ha la possibilità di esprimere se stesso e le proprie convinzioni, abituandosi a sentirsi valorizzato per quello che pensa e per quello che sa fare: in ogni classe troviamo il bambino intuitivo che in poco tempo si appropria degli strumenti di apprendimento, li agisce e li riconosce. Per questi bambini la scuola fa poco, ma fa poco anche per coloro che invece hanno bisogno di comprendere un fenomeno o una formula vivendola, interagendo con gli altri, facendo con le mani e con la mente. La didattica laboratoriale consente sia agli uni che agli altri di vivere serenamente esperienze di apprendimento, a diversi livelli di strutturazione, divertendosi e imparando da chi sta loro intorno.