Skip to main content

Bes

Scuola-Città Pestalozzi di Firenze - Matteo Bianchini - Susanna Chiellini

Matteo Bianchini e Susanna Chiellini sono entrambi maestri alla Scuola-Città Pestalozzi di Firenze, che accoglie alunni dai 6 ai 14 anni. A settanta anni dalla sua fondazione, Scuola-Città Pestalozzi è oggi una scuola di base, sperimentale e statale, unitaria negli otto anni della scuola primaria e secondaria di primo grado, organizzata in quattro bienni e in rapporto con la scuola dell’infanzia e con la scuola secondaria superiore.

La scuola Pestalozzi è una scuola fortemente impegnata ad attuare forme di sperimentazione metodologica e didattica, che promuove la partecipazione di alunni e insegnanti alla realizzazione dei progetti e al rinnovamento dei curricoli attraverso una didattica laboratoriale in cui si lavora in maniera cooperativa.

La scuola privilegia un’idea di cultura che si fonda sulla ricerca, sulla ricostruzione e sul confronto di posizioni diverse. Le strutture-laboratorio sono ambienti funzionali, accessibili ed organizzati che offrono agli alunni opportunità didattiche diverse e motivanti in cui mettere in gioco le proprie competenze trasversali e curricolari, ma l’attività laboratoriale è svolta attraverso la costruzione di contesti significativi anche in classe, per far sperimentare ai bambini in prima persona situazioni vere e complesse. Nel lavoro autonomo la dimensione individuale e la personalizzazione del compito sostengono la differenziazione didattica. Lo spazio dell’apprendimento si allarga oltre le classi e il tempo scuola non è più il solo tempo della lezione frontale. Il lavoro scolastico avviene in più ambienti e in più situazioni.
Allo stesso tempo, Scuola-Città Pestalozzi pone al centro della sua sperimentazione una costante attenzione alle relazioni personali fra tutte le componenti: alunni, insegnanti, genitori, personale, perchè una scuola funziona quando si hanno adulti e insegnanti felici.

Un dono speciale - Luana Morgantini

Le capacità di imparare a parlare è innata. Con i bambini che, per varie cause, presentano un ritardo o un disturbo più o meno grave nello sviluppo linguistico, questo processo naturale non è sufficiente e, allora, se non si procede adeguatamente con interventi di recupero e stimolazione linguistica si perde la possibilità di comunicare con loro. Il bambino che non può comunicare spesso non comprende nemmeno la necessità di questo “scambio”, manca di intenzionalità e, per questo, tende a chiudersi in un mondo dove non c’è posto per l’altro. Anche la piccola G. ha rischiato, a causa delle sue problematiche di vista e di udito, di chiudersi in se stessa, ma grazie ai suoi compagni ciò non è accaduto. Questi hanno fatto comprendere agli adulti e agli insegnanti le reali necessità di G., prima fra tutte quella di stabilire con lei un ponte comunicativo con l’esterno. I suoi coetanei hanno compreso che per entrare in contatto con lei possono essere scambiate “parole” (concetti) sotto qualunque forma (oggetti concreti, immagini, scritte…). E’ nata così l’idea di utilzzare un tablet “personalizzato” e tarato sulle reali necessità comunicative di G., realizzato e utilizzato da chi e con chi la conosce veramente. A partire da questa intuizione la classe 4^A della Scuola Primaria di Sarteano (Siena) è riuscita, accompagnata dalla maestra Luana Morgantini, a “dare voce al silenzio” di una bambina speciale, grazie anche al premio ricevuto dalla Fondazione E. Amiotti con il Bando “Dal sogno al progetto”.

Un dono speciale 2 - Luana Morgantini - Laura Scovacricchi - Alessandra Amati

In questo secondo video girato nella Scuola Primaria di Sarteano (Siena), le maestre Luana Morgantini, Laura Scovacricchi e Alessandra Amati ci parlano di integrazione e accoglienza. In particolare ci raccontano l’esigenza che loro e i propri alunni hanno avuto di trovare un linguaggio alternativo per comunicare e far comunicare una loro compagna speciale. Tutti insieme hanno compreso che la strada da seguire era quella delle nuove tecnologie. I suoi coetanei hanno infatti capito che per entrare in contatto con lei possono essere scambiate “parole” (concetti) sotto qualunque forma (oggetti concreti, immagini, scritte…). E’ nata così l’idea di usare un tablet “personalizzato” e tarato sulle reali necessità comunicative di G., realizzato e utilizzato da chi e con chi la conosce veramente. A partire da questa intuizione la classe 4^A è riuscita, con l’aiuto delle insegnanti, a “dare voce al silenzio” di una bambina speciale, grazie anche al premio ricevuto dalla Fondazione E. Amiotti con il Bando “Dal sogno al progetto” e alla metodologia del Project Management che è stata fondamentale nella progettazione e organizzazione del lavoro.

Franco Lorenzoni - Il Dialogo euristico come pratica di inclusione - 3^ incontro

Il maestro Franco Lorenzoni in questo terzo “lunedì” di Fondazione Amiotti ci parla del dialogo con i bambini e le bambine come elemento essenziale del di crescita educativa, di inclusione e di arricchimento per l’insegnante stesso. Franco Lorenzoni è co-fondatore della Casa Laboratorio Cenci ad Amelia (TN), uno dei protagonisti del Movimento di Cooperazione Educativa e autore di testi – ricchissimi di dialoghi – quali “I bambini pensano grande” e “I bambini ci guardano”, editi entrambi da Sellerio. Fa parte del Comitato Tecnico-Scientifico della Fondazione Amiotti. Ricercate altri suoi contributi e interviste su Rinascimente TV!

Franco Lorenzoni - Dieci aperture per una scuola inclusiva

Franco Lorenzoni è un maestro elementare e insegna a Giove, in Umbria. Nato a Roma nel 1953, nel 1980 ha fondato ad Amelia la Casa-laboratorio di Cenci, un centro di sperimentazione educativa. Il suo ultimo libro è I bambini pensano grande (Sellerio).

AbilInsieme - Maria Grazia Alimenti - Valentina Baldelli

Il video racconta il progetto “Abilinsieme” nato dalla consapevolezza della difficoltà di inclusione autentica degli alunni con disabilità, soprattutto grave, in una scuola fondata soprattutto sulla trasmissione/acquisizione di contenuti didattici. Una scuola così strutturata sul sapere più che sul saper fare, in cui la maggior parte dei contenuti restano a loro inaccessibili, è importante dare ampio spazio ad attività che utilizzano tipi di linguaggi diversi da quello verbale per incrementare conoscenze esperienziali e laboratoriali.

Per realizzare tutto ciò è stato individuato il centro diurno ASAD. Qui si svolgono attività lavorative diversificate per poter rispondere al meglio alle necessità costituite dalle condizioni e dai problemi psico-fisici/cognitivi e dall’indole di ciascun utente. Tra i vari laboratori, possiamo trovare quello di falegnameria, pelletteria, legatoria, ecc…

Il progetto è stato selezionato con il Bando “Didattica del fare. Fare per includere” della Fondazione Enrica Amiotti e la scuola di “Bastia 1” è stata una delle 6 scuole che si sono aggiunte alla seconda annualità del progetto omonimo, insieme a quelle di Spoleto, Matera, Livorno, Cogorno e Verbania. Per info sui progetti scrivere a: rinascimente@fondazioneamiotti.org

Star bene insieme e dinamiche di gruppo - Settimo Catalano

Settimo Catalano, psicoterapeuta ed esperto in dinamiche di gruppo, ci presenta in questa intervista il metodo, chiamato “Tutti Nessuno Escluso” o TNE, che ha sviluppato nei molti anni di lavoro nelle scuole. Si tratta di un metodo di semplice applicazione da parte degli insegnanti, che permette ai bambini di un gruppo classe di conoscersi e di riflettere sul loro modo di relazionarsi, attraverso il gioco e la discussione in cerchio.
Questo metodo, oltre a migliorare il clima della classe e il benessere dei bambini, mira all’apprendimento di competenze relazionali fondamentali per entrare in contatto in modo efficace e costruttivo con gli altri.

“Se insegnanti e bambini si sentono vivi e percepiscono la loro classe come propria, allora possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo. Questo è il futuro: persone serene che vanno a scuola felici di stare insieme e di imparare reciprocamente“.

Dal Sogno al Progetto - Storia di un dono speciale

In questo video la classe 4^A della Scuola Primaria di Sarteano (Siena), insieme alle maestre Luana Morgantini, Laura Scovacricchi e Alessandra Amati, ci insegna qualcosa su integrazione e accoglienza.

In particolare il progetto che prende il nome di “Dare voce al silenzio” racconta l’esigenza che le docenti e i loro alunni hanno avuto di trovare un linguaggio alternativo per comunicare con una loro compagna speciale. Tutti insieme hanno compreso che la strada da seguire era quella delle nuove tecnologie. I bambini della classe 4^ A hanno capito che potevano entrare in contatto con la loro compagna semplicemente scambiando con lei “parole” (concetti) sotto qualunque forma (oggetti concreti, immagini, scritte…). E’ nata così l’idea di usare un tablet “personalizzato” e tarato sulle reali necessità comunicative di G., realizzato e utilizzato da chi e con chi la conosce veramente. A partire da questa intuizione la classe 4^A è riuscita, con l’aiuto delle insegnanti, a “dare voce al silenzio” di questa bambina speciale, grazie anche al premio ricevuto dalla Fondazione E. Amiotti con il Bando “Dal sogno al progetto” e alla metodologia del Project Management che è stata fondamentale nella progettazione e organizzazione del lavoro.