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Dal sogno al progetto

Progetti Dal Futuro - Introduzione Dal Sogno al Progetto

Progetto Jun€co – Introduzione Dal Sogno al Progetto
Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro - Uno sguardo d'insieme ai Sette Step

Progetto Jun€co – Progetti Dal Futuro – Uno sguardo d’insieme ai Sette Step. Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro 1 - Carta d'identità del progetto

Progetti Dal Futuro 1 – Carta d’identità del progetto
Jun€co – Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro 2 - Brainstorming

Progetti Dal Futuro 2 – Brainstorming
Jun€co – Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro 3 - Mappa mentale
Progetti Dal Futuro 3 – Mappa mentale
Jun€co Fondazione Enrica Amiotti
Progetti Dal Futuro 4 - Albero delle attività

Progetti Dal Futuro 4 – Albero delle attività
Jun€co – Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro 5 - Calendario di progetto

Progetti Dal Futuro 5 – Calendario di progetto
Jun€co – Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro 6 - Semafori di Progetto

Progetti Dal Futuro 6 – Semafori di Progetto
Jun€co – Fondazione Enrica Amiotti

Progetti Dal Futuro 7 - Lezioni apprese

Progetti Dal Futuro 7 – Lezioni apprese
Jun€co – Fondazione Enrica Amiotti

Esempi

Dal Sogno al Progetto - Aspettando gli amici ... per l'Europa

Il sogno degli alunni della classe V del Plesso Scolastico di “Maranola” della Direzione Didattica del I Circolo di Formia era quello di poter incontrare e stringere la mano agli amici spagnoli, salutati solo attraverso videoconferenze, per continuare a condividere iniziative da fare insieme.

Il percorso con il quale la classe ha partecipato al Bando “Dal sogno al progetto” della Fondazione Enrica Amiotti è iniziato tre anni fa con il Progetto Comenius che ha visto gli alunni impegnati nella realizzazione di un testo scritto insieme agli alunni delle classi dei paesi partner, in particolare con la Spagna. Pertanto si è voluto proseguire questo percorso che avrebbe aperto i bambini delle classi coinvolte ad una dimensione internazionale. Nello svolgimento del progetto gli insegnanti hanno cercato di mantenere fede ai passaggi indicati nella metodologia del Project Management. Le insegnanti, nel testo del progetto, ribadiscono quanto sia stato importante programmare tutti i passi che li hanno guidati nella progettazione: “Nulla è stato lasciato all’improvvisazione, ma tutto ciò che si realizzava era sempre un prodotto della fantasia e del nostro entusiasmo, che pian piano ci hanno consentito di trasformare il sogno in progetto e REALTÀ”. Sempre nel testo del progetto, si ribadisce come: “La co-progettazione con i docenti della nostra Scuola, con i genitori, con la Dirigente scolastica e i collaboratori scolastici, con gli studenti, professori, Dirigente e collaboratori scolastici dell’I.C. “V. Pollione”, con i nostri partner spagnoli, con tutto il territorio di Formia, con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, ci ha fatto maturare nuove competenze e operare con nuovi strumenti, comprese le tecnologie, per programmare e documentare sempre, ogni piccolo passo. E non è stato difficile interiorizzare questo nuovo metodo di lavoro, dalla Carta d’identità del progetto al brainstorming, dalla costruzione della mappa mentale e dell’albero delle attività al calendario e semafori del progetto, fino alle lezioni apprese”.

Dal Sogno al Progetto - L'Acqua fa Scuola!

La docente, Silvia Palumbo, dell’ Istituto Comprensivo “Padre Minozzi” di Matera è stata la referente del progetto “L’acqua fa scuola”, vincitore sia del Bando della Fondazione Amiotti “Dal Sogno al progetto per la mia città” sia è stato scelto per rappresentare la scuola nella rete delle Scuole dell’Unesco. La docente, insieme ad altre colleghe, ha lavorato a classi aperte e in verticale all’interno dell’IC tracciando uno straordinario percorso di scoperta delle eccezionali ricchezze storiche, artistiche e naturalistiche del territorio materano. Le classi coinvolte sono state la V B della Scuola Primaria plesso “Minozzi” e le classi II B e II D a Tempo Prolungato della Scuola Secondaria di I grado “N. Festa”. Le Piccole Guide hanno avuto modo di verificare le abilità e le competenze interiorizzate accompagnando nei tre percorsi lungo il Sasso Barisano, il Sasso Caveoso e verso il Torrente Gravina i loro coetanei di diverse scuole della città. Tutto ciò ha permesso di consolidare nei ragazzi la consapevolezza e il senso di appartenenza alla città e alla sua cultura, da tutelare e valorizzare nel loro presente di piccoli cittadini e nel futuro di adulti più responsabili. Le Piccole Guide, forti della straordinaria esperienza compiuta, hanno poi immaginato di fondare una Scuola del Territorio, adottando un antico monastero ubicato nel cuore dei Sassi, una struttura duecentesca gestita dall’Ente Parco della Murgia Materana. Grazie alla sua ampia struttura architettonica, ricca di aule, terrazzi e cortili, si è immaginato di svolgere lì delle lezioni con metodi non formali, utilizzando i molteplici spunti didattici e multidisciplinari offerti dalla città e dal territorio circostante. Le Piccole Guide hanno così deciso di divenire i custodi di quell’elemento naturale che ha dato origine all’uomo e alle sue molteplici attività: l’Acqua! Proprio i complessi sistemi di canalizzazione delle acque piovane, disseminati tra i Sassi e il Parco, hanno fatto sì che Matera rientrasse nella lista del Patrimonio Unesco. Obiettivo principe è che la “Scuola del Territorio” diventi un punto di riferimento per l’intera città, per ideare e concretizzare progetti di studio su tutti i sistemi di raccolta delle acque realizzati dall’uomo, senza confini di tempo e di spazio: scoprire e valorizzare tutte le soluzioni ingegnose al pari di quelle presenti nella nostra città per proteggere quella risorsa vitale ormai definita “oro blu” a causa della sua drammatica carenza dovuta a sprechi e a speculazioni. In tutta la progettazione è stata fondamentale la scoperta della Metodologia del Project Management, con la quale i ragazzi si sono sentiti subito a loro agio.

Dal Sogno al Progetto - Storia di un dono speciale

In questo video la classe 4^A della Scuola Primaria di Sarteano (Siena), insieme alle maestre Luana Morgantini, Laura Scovacricchi e Alessandra Amati, ci insegna qualcosa su integrazione e accoglienza.

In particolare il progetto che prende il nome di “Dare voce al silenzio” racconta l’esigenza che le docenti e i loro alunni hanno avuto di trovare un linguaggio alternativo per comunicare con una loro compagna speciale. Tutti insieme hanno compreso che la strada da seguire era quella delle nuove tecnologie. I bambini della classe 4^ A hanno capito che potevano entrare in contatto con la loro compagna semplicemente scambiando con lei “parole” (concetti) sotto qualunque forma (oggetti concreti, immagini, scritte…). E’ nata così l’idea di usare un tablet “personalizzato” e tarato sulle reali necessità comunicative di G., realizzato e utilizzato da chi e con chi la conosce veramente. A partire da questa intuizione la classe 4^A è riuscita, con l’aiuto delle insegnanti, a “dare voce al silenzio” di questa bambina speciale, grazie anche al premio ricevuto dalla Fondazione E. Amiotti con il Bando “Dal sogno al progetto” e alla metodologia del Project Management che è stata fondamentale nella progettazione e organizzazione del lavoro.

Dal Sogno al Progetto - We Have A Dream

Il progetto “We have a dream”, tra i vincitori del Bando della Fondazione Enrica Amiotti “Dal Sogno al Progetto”, è stato realizzato dagli alunni dalla classe IV della Scuola Primaria “Marchesa” dell’ I.C 3 Castaldi Rodari, Boscoreale (Napoli), e dall’insegnante referente Attilia Martone.

Il sogno/progetto nasce da un approccio alla L2 stimolante e interessante. L’utilizzo del CLIL offre, infatti, un valido contributo all’approfondimento di tutti i contenuti disciplinari e consente di ampliare le proposte didattiche, educative e formative attraverso il coinvolgimento continuo delle quattro abilità: listening, speaking, reading e writing. Gli obiettivi trasversali all’insegnamento della lingua inglese, inoltre, agiscono da collante tra i diversi ambiti e creano un sistema integrato di collegamenti con le altre discipline. La maggiore esposizione e la possibilità di vivere esperienze significative, attraverso occasioni di uso reale della lingua inglese, sollecita nei bambini la curiosità e la motivazione ad apprendere e conoscere tutto ciò che riguarda il paese di cui studiano la lingua, la cultura e la civiltà. Il sogno nasce proprio dal desiderio di visitare luoghi, monumenti, parchi ed altre attrazioni che i bambini provano a disegnare con gli occhi dell’immaginazione, affamati di conoscenza. Considerate le modeste risorse economiche delle famiglie, l’unico modo per realizzare e concretizzare il sogno è quello di partire con un aereo simulato in classe ed immaginare l’invisibile.

Anche in questo caso è stato fondamentale per la progettazione l’utilizzo della metodologia del Project Management.

Dal Sogno al Progetto - L’attivamente

Il progetto “l’ATTIVAMENTE” – Sogni per una scuola a misura di bambino: spazi aperti al servizio dell’apprendimento – è stato ideato e progettato dalle classi: III B – III C – IV C – V C – V D della Scuola Primaria “G. Cena” del III Circolo Didattico di Perugia, a partire da una riflessione fatta in classe con i bambini per individuare e raccogliere i loro sogni. Ne sono emersi oltre 100, divisi prima per tematiche e infine letti da tutta la classe. Nel 90% dei casi, i testi riguardavano la scuola dato che per questi ragazzi, essa rappresenta il luogo dove passano più tempo, talora anche più di quello che trascorrono con i propri genitori. Le esperienze, le amicizie, a volte i primi approcci di genere, avvengono in questo ambiente, per questi gli alunni sognano di renderlo più accogliente, più bello, più ricco di stimoli. Così si è andata delineando l’idea di realizzare un apposito spazio per le attività scientifiche, insieme alla ristrutturazione della biblioteca, oggetto di interesse comune: occorreva solo individuare gli spazi più idonei. In tutta la progettazione è stata fondamentale la scoperta della Metodologia del Project Management, con la quale i ragazzi si sono sentiti subito a loro agio. Il progetto è risultato tra i vincitori del Bando della Fondazione Enrica Amiotti “Dal Sogno al Progetto”.

Dal Sogno al Progetto - Essere è Benessere

Il sogno-progetto della classe I A della scuola Secondaria di Primo grado “Cannavò” dell’ IC di “San Sperato – Cardeto” di Reggio Calabria era quello di realizzare una palestra adiacente alla scuola. L’Istituto nel suo complesso è una struttura moderna, dotata di spazi per gli insegnanti, laboratori per i ragazzi, aule ampie e confortevoli e ogni altro tipo di confort anche per i ragazzi portatori di Bes. La struttura però avrebbe dovuto essere dotata anche di una palestra polifunzionale: punto attrattivo per il territorio e le associazioni sportive che ne avrebbero fatto richiesta. Purtroppo questo progetto non è stato mai portato a completamento, così le insegnanti hanno deciso di partecipare al Bando della Fondazione Enrica Amiotti “Dal Sogno al Progetto per la mia città”. Grazie a questo bando, di cui la scuola e i docenti coinvolti si sono classificati secondi (a parimerito con un’altro progetto), il sogno dei ragazzi si è avviato verso la sua realizzazione. L’utilizzo della metodologia del project management ha fornito un importante supporto nel corso di tutta la fase di progettazione, risultando fondamentale specie nelle fasi iniziali quando si trattava di mettere insieme le numerose idee.

La Fondazione Amiotti a Matera - un sogno che continua a farsi progetto

La bellezza che salva: musica, arte, sport e natura dei territori per la ricchezza educativa, l’inclusione, la salute e la cittadinanza attiva. Progetto in risposta al Bando “Adolescenza” dell’impresa sociale Con I Bambini contro la povertà educativa dei giovani adolescenti.

Un dono speciale - Luana Morgantini

Le capacità di imparare a parlare è innata. Con i bambini che, per varie cause, presentano un ritardo o un disturbo più o meno grave nello sviluppo linguistico, questo processo naturale non è sufficiente e, allora, se non si procede adeguatamente con interventi di recupero e stimolazione linguistica si perde la possibilità di comunicare con loro. Il bambino che non può comunicare spesso non comprende nemmeno la necessità di questo “scambio”, manca di intenzionalità e, per questo, tende a chiudersi in un mondo dove non c’è posto per l’altro. Anche la piccola G. ha rischiato, a causa delle sue problematiche di vista e di udito, di chiudersi in se stessa, ma grazie ai suoi compagni ciò non è accaduto. Questi hanno fatto comprendere agli adulti e agli insegnanti le reali necessità di G., prima fra tutte quella di stabilire con lei un ponte comunicativo con l’esterno. I suoi coetanei hanno compreso che per entrare in contatto con lei possono essere scambiate “parole” (concetti) sotto qualunque forma (oggetti concreti, immagini, scritte…). E’ nata così l’idea di utilzzare un tablet “personalizzato” e tarato sulle reali necessità comunicative di G., realizzato e utilizzato da chi e con chi la conosce veramente. A partire da questa intuizione la classe 4^A della Scuola Primaria di Sarteano (Siena) è riuscita, accompagnata dalla maestra Luana Morgantini, a “dare voce al silenzio” di una bambina speciale, grazie anche al premio ricevuto dalla Fondazione E. Amiotti con il Bando “Dal sogno al progetto”.

Un dono speciale 2 - Luana Morgantini - Laura Scovacricchi - Alessandra Amati

In questo secondo video girato nella Scuola Primaria di Sarteano (Siena), le maestre Luana Morgantini, Laura Scovacricchi e Alessandra Amati ci parlano di integrazione e accoglienza. In particolare ci raccontano l’esigenza che loro e i propri alunni hanno avuto di trovare un linguaggio alternativo per comunicare e far comunicare una loro compagna speciale. Tutti insieme hanno compreso che la strada da seguire era quella delle nuove tecnologie. I suoi coetanei hanno infatti capito che per entrare in contatto con lei possono essere scambiate “parole” (concetti) sotto qualunque forma (oggetti concreti, immagini, scritte…). E’ nata così l’idea di usare un tablet “personalizzato” e tarato sulle reali necessità comunicative di G., realizzato e utilizzato da chi e con chi la conosce veramente. A partire da questa intuizione la classe 4^A è riuscita, con l’aiuto delle insegnanti, a “dare voce al silenzio” di una bambina speciale, grazie anche al premio ricevuto dalla Fondazione E. Amiotti con il Bando “Dal sogno al progetto” e alla metodologia del Project Management che è stata fondamentale nella progettazione e organizzazione del lavoro.

Giardino Okkupa.to - Stefania Ferretti - Fabrizio Ferraris - Lucia De Paolis - Rossana Alessandria

La scuola Primaria De Amicis , parte dell’I.C. Regio Parco di Torino, si trova nel quartiere Aurora della Circoscrizione 7 a ridosso della popolare, variegata e colorata zona di Porta Palazzo che da tanti anni vede convivere genti provenienti da tutte le nazioni del mondo del mondo. La scuola è inserita in questo contesto fortemente variegato e molto complesso, con grosse risorse culturali portate dalle persone residenti o immigrate che vi abitano ma difficilmente canalizzabili a causa delle emergenti e incombenti difficoltà date da povertà, isolamento sociale, traffici illeciti, microdelinquenza, scarsi investimenti.

Lo spazio che circonda la scuola, costituito da un giardino e da un vicolo architettonicamente affascinante, rappresenta un continuum con la scuola stessa. Fino a poco tempo fa entrambi questi luoghi erano difficilmente utilizzabili dalla scuola a causa dell’abbandono e del degrado in cui versavano. Il parco, in particolare, è molto presente nell’immaginario di alunni e alunne che lo vivono come spazio perfettamente integrato nell’edificio scolastico e lo raccontano come luogo di socializzazione e divertimento in ogni periodo dell’anno. I bambini delle classi III e IV D hanno così deciso, insieme ai loro insegnanti Stefania Ferretti, Fabrizio Ferraris, Lucia De Paolis e Rossana Alessandria, di partecipare al Bando della Fondazione Amiotti “Dal sogno al progetto per la mia città” per far diventare questo spazio più bello, colorato, pulito, accogliente e sicuro, risonante di musica per poterlo vivere in modo più piacevole e spontaneo anche attraverso le attività pensate dalla scuola in continuità con le famiglie. In altre parole obiettivo del progetto, portato avanti anche grazie alla metodologia del Project Management (PMI) era quello di riuscire a trasformare la zona intorno alla scuola da luogo abbandonato, sporco e degradato a risorsa pulita, accogliente, utile per la scuola e luogo di aggregazione per il quartiere, in modo da restituire ai bambini e alla cittadinanza un luogo crocevia di mondi che si incontrano in una bellissima realtà, dove tutti possano crescere e imparare che il dentro e il fuori della propria casa, come il dentro e fuori da scuola costituiscono luoghi di incontro e di progetti che fanno stare bene. Gli insegnanti sono risultati i secondi classificati, parimerito, e si sono aggiudicati un premio di 2.500 euro che hanno generosamente donato alla scuola per la realizzazione di questo progetto.

PMI e Orto Didattico - Francesco Tattoli

L’IC Ciresola è situato nella Zona 2 della città di Milano, una zona “ad alta densità abitativa” e “strutturalmente multiculturale”. Lo stimolo per l’avvio del laboratorio di orto didattico è venuto dal Comune di Milano ed è stato sin da subito sostenuto dalla dirigente, che ha consentito l’utilizzo di una parte del giardino scolastico per l’avvio dell’orto. Il maestro Francesco Tattoli ci racconta il valore aggiunto dato dalla metodologia del PMI-NIC (Project Management Institute – Northern Italy Chapter) a questo laboratorio. Tramite i 7 passi proposti da tale strumento, i bambini e le bambine hanno inizialmente espresso, in maniera libera, i loro pensieri relativamente alla parola orto per poi costruire insieme la carta di identità dell’orto stesso. A partire da mappe concettuali, hanno quindi organizzato il lavoro, definendo i nome e le azioni relative all’orto e, infine, hanno predisposto un calendario delle attività previste per la sua cura. Tali azioni erano regolate e verificate attraverso un “semaforo”.

Questo laboratorio oltre a legarsi con la didattica dell’italiano e delle scienze, ha visto collegamenti col campo dell’informatica e con quello dell’arte, dimostrandosi fortemente interdisciplinare e capace di valorizzare le molteplici competenze dei bambini.

Lettura Del Territorio e memoria - Pancrazio Toscano

Pancrazio Toscano, ex sindaco di Tricarico, ex Dirigente Scolastico ed ex maestro elementare. Pancrazio parla di mestiere di maestro consapevolmente, perché “l’insegnare presuppone l’uso di tutto ciò che è collegato a quel termine – la bottega, la manualità – per far ridiventare reali i discorsi sull’attivismo e dintorni buttati via, troppo frettolosamente, prima di una seria riflessione su di essi. Per dintorni, intende, soprattutto, il cosiddetto Tempo Pieno, il tipo di organizzazione scolastica nel cui ambito è possibile realizzare le esperienze didattiche più significative”. Pancrazio ha una visione specifica della scuola, secondo la quale l’esperienza prima e fondamentale deve essere legata al proprio territorio. Parla a questo proposito di “cultura del territorio” perchè “l’interpretazione didattica dell’aderenza all’ambiente significa solo rendere concreta la possibilità che il bambino consegua il suo massimo possibile, attraverso la valorizzazione del suo contesto di vita. Ciò presuppone, sicuramente, l’approfondita conoscenza del DNA ambientale che può costituire – ad un tempo – la premessa al progetto educativo per ogni singolo bambino e la chiave di interpretazione del suo personale approccio alla conoscenza”. Quale città potrebbe esplicitare tutto questo concetto meglio di Matera? Ecco allora che nel video si racconta l’esperienza delle piccole guide del parco fatta dalla classe IB dell’IC “Padre Minozzi” che con il progetto “L’acqua fa scuola” ha avuto un finanziamento di 5,000 Euro, in quanto primi classificati al Bando della Fondazione E. Amiotti “Dal Sogno al progetto per la mia città”.

Project Management nella Primaria - Walter Ginevri

Il PMI-NIC www.pmi-nic.org è il punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati alle tematiche della progettualità nel nostro paese. Fa parte del Project Management Institute, la più importante associazione professionale nell’ambito del project management con mezzo milione di associati provenienti da tutti i continenti. Gli obiettivi del PMI-NIC sono quelli di creare occasioni di incontro e di arricchimento professionale per i propri associati, accanto ad un’opera di diffusione del linguaggio progettuale rivolta al mondo delle imprese pubbliche e private, delle università, delle scuole e della società in generale. Grazie alla collaborazione avvenuta tra la Fondazione Enrica Amiotti www.fondazioneamiotti.org e il PMI-NIC, attraverso due Bandi della Fondazione, rispettivamente “Dal Sogno al Progetto” e “Dal Sogno al Progetto per la mia città”, Walter Ginevri – Presidente PMI-NIC, ha avuto l’occasione di contribuire sia alla formazione dei docenti che hanno aderito al bando, sia alla valutazione finale dei progetti da loro realizzati assieme agli alunni. Ciò l’ha portato ad affermare che: “senza ombra di dubbio, il livello qualitativo espresso è stato fra i più alti mai raggiunti nei miei sette anni di collaborazione con decine e decine di scuole primarie che hanno sperimentato l’utilizzo del kit metodologico in Italia e all’estero”.

Walter Ginevri - Il linguaggio progettuale per i compiti di realtà - 8^ incontro

Walter Ginevri, già Presidente del Northern Italy Chapter del PMI (Project Management Institute) e membro del Board della PMI Educational Foundation, ci introduce al linguaggio progettuale per i giovanissimi e ci presenta la metodologia per i “Progetti in erba” sviluppata 15 anni fa insieme alla moglie maestra Mariù Moresco, e ora diffusa in 14 lingue del mondo. La Fondazione Amiotti ha favorito la diffusione di questa semplice e accattivante metodologia in 7 passi nei suoi Bandi “Dal Sogno al Progetto” e all’interno del suo progetto JUN-€CO. Si veda al fondo di questa pagina i brevi video-tutorial presentati da Mariù Moresco